
Vi segnalo una bella intervista, andata in onda su La7 qualche mese fa.
L'intervistato è Guido Quaroni, italianissimo dipendente di Pixar (quelli di Toy Story, Nemo, Ratatouille, ecc), che si è ormai guadagnato una posizione niente male all'interno del colosso dell'animazione.
Questa è l'ennesima dimostrazione del valore che noi italiani dimostriamo in tutti i campi, e che la nostra stessa madre patria fa di tutto per affossare. Ormai è risaputo: per un italiano di talento l'Italia è l'ultimo posto in cui lavorare!
Fuga di cervelli? Assolutamente sì, quello che sta avvenendo, e avverrà sempre di più, è un vero e proprio esodo, una diaspora che lascerà il nostro Paese completamente spopolato, mettendo definitivamenre nelle mani di Vanzina e Nanni Moretti lo scettro del cinema italiano, mentre il resto del mondo beneficerà delle doti dei nostri veri artisti.
Scenario futuro squallido? Forse, ma sicuramente auspicabile, dato che il presente non fa che umiliare le valide menti dei nostri compatrioti.
Se i nostri artisti se ne vanno non c'è assolutamente da biasimarli, questo Paese non li merita.
Probabilmente mi tirerò addosso le ire dei sostenitori del cinema italiano (quello di adesso) e della scena artistica nostrana, ma tant'è... Fatemi sapere come la pensate, se volete...



3 commenti:
Beato lui! nn credo che in Italia ci siano molti ambienti di lavoro di questo genere. Ma soprattutto fa riflettere come l'avanzamento di carriera in un ambiente simile non possa essere altro che meritocratico, e come i risultati siano ricercati più per appagare sè stessi che per la carriera appunto. Anche se mi occupo di tutt'altro spero un giorno di poter essere in una situazione simile...kissà...senza andare così lontano basterebbe Londra, o la vicina Elvezia...
Leo.
E' molto bravo, avevo visto anch'io la sua intervista per caso su LA7.
Ti ho linkato. Ciao!
UNO PROVOCATORIO
http://unoprovocatorio.blogspot.com/
Una bellissima carriera..non c'è che dire..Vedi io credo che nella vita un pizzico di fortuna non guasta mai..Qui nel nostro Bel paese (sembra la pubblicità del Galbanino) il massimo a cui puoi aspirare è di diventare progammatore in qualche rispettabile azienda..Ambienti come quelli della Pixar,che lavorano e producono secondo una filosofia di produzione del tutto diversa credo ce ne siano pochi.Non mi sento di screditare tutto il settore dell'IT italiano perchè di aziende serie e competenti anche in campo internazionale ne abbiamo qui in Italia,il problema (sempre quello) è che generalmente questo è un paese che non investe sulle proprie menti,sulle capacità di personaggi competenti..E ciò mi rattrista quando leggo sul giornale di certe scoperte scientifiche fatte da team di italiani o da team stranieri dove in un modo o nell'altro figura sempre un italiano...
Saluti
Gaetano
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