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giovedì 3 luglio 2008

E venne il giorno (del declino di un regista promettente)



Il Sesto Senso bene o male lo conosciamo tutti. Che ci piaccia o no è stato uno dei film più importanti degli anni '90. A prescindere dal nostro amore (o odio) per il genere nessuno può negare che si tratti di un ottimo film.
Poi il caro M. Night Shyamalan (il regista) ci ha riprovato più volte a ricreare la magia della sua opera prima, in alcuni casi arrivandoci vicino (The Village), ma la sensazione era che qualcosa del mitico e inquietante esordio si fosse perso.
Nonostante questo pochi si sarebbero immaginati il disastro di questo "E Venne il Giorno"!
Lo spunto è anche abbastanza interessante: una sorta di epidemia induce grandi fette di popolazione a suicidarsi in modo violento. L'America precipita nel panico, paventando lo scontato attacco terroristico, e un professore di scienze, raccattata la sua famiglia, fugge nelle campagne cercando scampo dall'epidemia. Si capirà quasi subito che la causa non sono i terroristi, ma la natura stessa (non dico altro per non rovinare la-poca- sorpresa).
E qui incappiamo nel primo strafalcione del film: la desolante assenza di tensione.
Dopo i primi 20 minuti di film lo spettatore sa già praticamente tutta la storia, non c'è attesa, non c'è mistero, l'intreccio si risolve quasi completamente nelle prime scene.
Certo, ci sono un bel po' di scene definibili "di tensione", ma la mano di Shyamalan, che ci aveva regalato momenti di ansia e paura così sinceri e genuini, è totalmente invisibile. Le sequenze ricorrono a meccanismi triti e ritriti da teen-horror di serie z; i personaggi frignano e gridano terrorizzati, quando nel "Sesto Senso" era sufficiente un'inquadratura di un oggetto per scatenare le più ancestrali paure...



E se la trama e la regia lasciano a desiderare, gli interpreti non sono da meno. Personalmente Mark Whalberg (il protagonista) lo trovo simpatico e dotato di un buon talento, ma qui raggiunge vette di inespressività che farebbero sembrare Chuck Norris un attore Shakesperiano! Inoltre il terribile doppiaggio di Pino Insegno non fa che gettare benzina sul fuoco. Tanto la sua voce era indicata per Viggo Mortensen o la tigre Diego (L'era glaciale), tanto qui appare fuori luogo.
Identico discorso per tutti i comprimari anonimi, per non dire assolutamente superflui (la nipote di Whalberg, per esempio)

Insomma , una delusione quasi totale.
Ho citato più volte il "Sesto Senso" e non a caso: Shyamalan è come se stesse rifacendo lo stesso film da dieci anni. Finchè questo trend produceva piccoli gioielli come The Village si poteva anche soprassedere, ma a furia di riscaldarla la minestra, anche se ottima, comincia irrimediabilmente a farsi stantia.
Un vero peccato, speriamo che il regista indiano abbia modo di rifarsi, anche se ne dubito, visto lo scarsissimo successo di Lady In The Water, il suo penultimo film.
Se sei un grande e fai flop Hollywood ti può anche dare una seconda possibilità, difficilmente te ne concede una terza...

Voto : 5/10

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